Ordinanza sulla cittadinanza: voto insufficiente

Nel 2014 le Camere hanno adottato una nuova legge sulla cittadinanza che, sotto vari punti di vista, rende più difficile ottenere la naturalizzazione. Nemmeno l’ordinanza d’esecuzione della legge ottiene buoni voti dalla Commissione federale della migrazione CFM: troppo margine discrezionale, troppo complicata, troppo poco trasparente.

Per la prima volta la legge sulla cittadinanza avrà un’ordinanza d’esecuzione. Una pertinente bozza si trova in consultazione. Comporta 31 articoli e disciplina il rilascio dell’autorizzazione di naturalizzazione da parte della Confederazione nel quadro della naturalizzazione ordinaria e la concessione della naturalizzazione agevolata. I criteri d’integrazione e gli altri requisiti sono descritti e disciplinati in dettaglio.

Nel 2013 la CFM ha formulato delle proposte e raccomandazioni in vista di un diritto in materia di cittadinanza al passo coi tempi, pronunciandosi a favore di una «procedura di naturalizzazione lineare, trasparente e professionale». Secondo la CFM, il testo in consultazione non soddisfa queste esigenze. La commissione ritiene infatti che per valutare l’idoneità basterebbe esaminare se una persona desiderosa di farsi naturalizzare ha iscrizioni nel casellario giudiziale o nel registro delle esecuzioni e se ha pagato le imposte. L’ordinanza prevede invece anche l’obbligo di verificare che non comprometta «l’ordine e la sicurezza pubblici» e «rispetti i valori della Costituzione federale». Ciò dev’essere confermato dal richiedente la naturalizzazione in una pertinente «dichiarazione di lealtà» da firmare prima della naturalizzazione. Nel valutare questi criteri d’idoneità le autorità devono vagliare anche l’eventuale intenzione dell’interessato di infrangere successivamente le predette prescrizioni. Secondo la commissione, ciò mostra del tutto chiaramente il margine di discrezionalità troppo esteso lasciato alle autorità dal testo in consultazione. I richiedenti la naturalizzazione non sono sufficientemente tutelati contro l’arbitriarietà.

La commissione è soddisfatta dei termini procedurali imposti alla Segreteria di Stato della migrazione e alle autorità cantonali. La naturalizzazione agevolata non deve richiedere più di un anno. La commissione non vede invece alcun miglioramento in tema di trasparenza. Chiede pertanto che gli interessati siano meglio informati in merito alla procedura e ai criteri d’idoneità e siano tenuti al corrente sull’avanzamento della loro procedura di naturalizzazione.

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Ultima modifica 15.10.2015

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