Pubblicato il rapporto della CNPT sulla visita alla prigione di Bois-Mermet

Comunicati, CNPT, 04.03.2013

Berna. Oggi la Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (CNPT) pubblica il rapporto sulla visita del 3/4 luglio 2012 alla prigione di Bois-Mermet. Giudicando intollerabili le condizioni di detenzione materiali, la Commissione ha chiesto alle autorità di provvedere quanto prima ad ampliare le infrastrutture penitenziarie vodesi. Ha nondimeno apprezzato gli sforzi continui intrapresi dalla direzione e dal personale nel proporre un programma di attività innovatore e variegato, invitando infine il penitenziario a dotarsi di direttive chiare per i collocamenti in celle di alta sicurezza.

Condizioni materiali intollerabili

La prigione di Bois-Mermet è uno stabile vetusto, del tutto inadatto ad accogliere il doppio degli effettivi per i quali è stato progettato. La Commissione giudica inaccettabile e non conforme alle norme federali la prassi attuale, consistente nel collocare due detenuti in una cella individuale di dimensioni ridotte. Secondo le informazioni raccolte dalla Commissione, capita perfino che i detenuti debbano dormire su un materasso posto per terra. Tale affollamento genera tra i detenuti forti tensioni, difficili da gestire per il personale.

La Commissione ha quindi raccomandato alle autorità di rimediare senza indugio alla situazione e non può quindi che apprezzare l’intenzione del Consiglio di Stato di condurre prossimamente uno studio teso a risanare o addirittura rimpiazzare lo stabile. Ritiene tuttavia che s’impongano altre misure per potenziare le capacità ricettive dei penitenziari vodesi.

Prolungare l’ora d’aria e intensificare le attività ricreative

Sebbene il penitenziario proponga un ventaglio molto originale e variato di attività ricreative, talvolta i detenuti trascorrono in cella 27 ore di fila. Alla luce delle difficilissime condizioni di detenzione e al fine di alleviare le tensioni, la Commissione ha pertanto raccomandato di prolungare l’ora d’aria quotidiana e di rendere più accessibili le attività ricreative, in particolare nei fine settimana. Si rammarica della decisione del Consiglio di Stato di non seguire tale raccomandazione per motivi di sicurezza.

Assenza di direttive chiare

La Commissione ha d’altronde rilevato che il regime di sicurezza rinforzato non era retto da direttive chiare, deplorando in particolare la mancata registrazione dei collocamenti in cella di alta sicurezza e l’assenza di una notifica formale ai detenuti. La Commissione si dice soddisfatta delle seguito dato alla sua raccomandazione di formulare direttive chiare in materia.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 04.03.2013

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