La CNPT pubblica il rapporto sul carcere cantonale di Sciaffusa

Comunicati, CNPT, 04.10.2013

Berna. Oggi la Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (CNPT) pubblica un rapporto sulla visita del 16/17 aprile 2013 nel carcere cantonale di Sciaffusa, rilevando in linea di massima condizioni corrette e una gestione professionale dell’istituto. È per contro stata giudicata insufficiente l’infrastruttura obsoleta, che impone restrizioni anche inammissibili alla libertà di movimento dei detenuti e non consente di applicare adeguatamente i differenti regimi di detenzione. La Commissione ritiene particolarmente difficili le condizioni delle persone detenute in base al diritto sugli stranieri e delle detenute di sesso femminile.

Notevoli restrizioni dovute a infrastrutture obsolete

La Commissione ritiene che l’infrastruttura obsoleta e la ristrettezza della struttura rendano particolarmente difficile l’adempimento del mandato legale, restringendo inoltre la libertà di movimento dei detenuti. Ecco perché ha raccomandato al Consiglio di Stato del Canton Sciaffusa di portare avanti il progetto per una nuova costruzione del centro di sicurezza. La Commissione ha in particolare giudicato inammissibile rinchiudere un detenuto per otto mesi in una cella di poco meno di 7m2; ha quindi esortato le autorità di servirsi di tale cella soltanto per brevi soggiorni e nel frattempo ha potuto prendere atto con soddisfazione che la sua raccomandazione è stata seguita.

Troppo restrittivo il regime di detenzione

La Commissione giudica troppo restrittivo il regime di detenzione del carcere cantonale di Sciaffusa: in linea di massima, i detenuti di tutte le categorie trascorrono nelle loro celle ventitre ore di fila, con un’ora d’aria al giorno. Il carcere offre soltanto dieci posti di lavoro e il locale per il tempo libero è a disposizione dei detenuti per sole due ore il sabato. Soprattutto per i detenuti amministrativi secondo il diritto degli stranieri, la cui detenzione non ha carattere penale, queste forti restrizioni sono inammissibili e contrarie a quanto stabilito dal Tribunale federale nella sua giurisprudenza. La Commissione ha pertanto suggerito alle autorità di ridurre i lunghi tempi di reclusione, offrendo una gamma adeguata alla situazione di possibilità di svago e di occupazione, e di valutare l’opportunità di creare per i detenuti amministrativi un reparto separato, dove applicare un regime di detenzione meno severo.

Struttura poco adatta ad accogliere detenute donne

La Commissione si è detta sorpresa del fatto che le detenute di sesso femminile non sono separate fisicamente dai detenuti maschi. Nel corso di un colloquio con una detenuta è emerso che – a causa del principio della separazione dei detenuti in carcere preventivo da quelli condannati – essa deve trascorrere tutto il giorno da sola nella sua cella, senza la possibilità né di lavorare né di avere contatti sociali. La Commissione ritiene che l’infrastruttura esistente non si presti ad accogliere detenute donne, raccomandando pertanto di trasferirle fuori Cantone se la detenzione supera la durata di una settimana.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 04.10.2013

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