La CNPT ha pubblicato un rapporto sugli Etablissements de la Plaine de l’Orbe (EPO)

Comunicati, CNPT, 10.12.2013

Berna. Oggi la Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (CNPT) ha pubblicato il rapporto sulla visita che ha effettuato dal 1° al 3 maggio 2013 agli Etablissements de la Plaine de l’Orbe (EPO). Complessivamente l’impressione che la Commissione si è fatta degli EPO è buona sia per quanto concerne le condizioni materiali sia per quanto concerne la diversità e l’originalità delle attività professionali e occupazionali che vi sono offerte. La Commissione si rallegra peraltro del miglioramento delle condizioni materiali di detenzione nella divisione di alta sicurezza. La Commissione è invece più critica riguardo all’assistenza terapeutica dei condannati ai sensi dell’articolo 59 capoverso 3 CP.

Condizioni materiali e regime di detenzione eccellenti

La Commissione considera eccellenti le condizioni materiali di detenzione in seno agli EPO. Essa è inoltre soddisfatta del regime di detenzione in seno al penitenziario che si prefigge di responsabilizzare i detenuti sui compiti quotidiani come il bucato e le pulizie e accorda loro una libertà di movimento massima. La relativa flessibilità del regime di detenzione, in particolare l’accesso quotidiano a una scelta variata di attività sportive e professionali, incrementa questa libertà. Per quanto concerne le condizioni materiali di detenzione nella divisione di alta sicurezza sono stati fatti progressi particolarmente positivi con l’installazione di una sala adibita alla muscolazione e di un laboratorio.

Insufficiente presa a carico terapeutica

La Commissione è invece stata più critica nei confronti dell’assistenza terapeutica fornita ai condannati ai sensi dell’articolo 59 capoverso 3 CP. Contrariamente ai penitenziari di lingua tedesca, che accolgono persone a cui sono state inflitte misure, l’assistenza terapeutica, segnatamente socio-terapeutica, in seno agli EPO è chiaramente insufficiente e non contribuisce al reinserimento di queste persone. Secondo la Commissione ciò crea un cerchio vizioso in cui le turbe psichiche dei detenuti continuano ad aggravarsi con la conseguenza che le autorità d’esecuzione devono poi prolungare la misura terapeutica per evitare di mettere a rischio la società. La Commissione ha quindi raccomandato alle autorità concordatarie di adoperarsi affinché i detenuti affetti da turbe psichiche possano beneficiare di un’assistenza terapeutica adeguata. La Commissione si rallegra per la risposta del Consiglio di Stato vodese secondo cui sarà prossimamente avviato lo studio di un progetto di centro di cure nel sito della Plaine de l’Orbe.

Documenti

(Questi documenti non sono disponibili in italiano)

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 10.12.2013

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