Monitoraggio dei rinvii coatti per via aerea: pubblicato il rapporto della CNPT

Comunicati, CNPT, 12.07.2018

Nel rapporto pubblicato oggi la Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (CNPT) traccia il bilancio dei 78 trasferimenti e dei 57 rinvii coatti per via aerea che ha monitorato tra aprile 2017 e marzo 2018. La Commissione si dice nel complesso soddisfatta dei progressi fatti nell’impiego di mezzi coercitivi. In merito al rinvio di persone particolarmente vulnerabili, la Commissione invita le autorità a rinunciare a rimpatriare donne incinte oltre la 28° settimana di gravidanza. Rammenta inoltre che, nei rinvii di famiglie con bambini, deve prevalere l’interesse superiore del minore.

Differenze tra polizie cantonali

La Commissione apprezza il comportamento professionale e rispettoso delle scorte di polizia nei confronti dei rimpatriandi. Rimarca con soddisfazione i progressi compiuti nel rinunciare, per quanto possibile, all’immobilizzazione preventiva durante l’organizzazione a terra nell’aeroporto di partenza. Nondimeno continua a rilevare grosse differenze tra le varie polizie cantonali e ritiene che occorrano ulteriori miglioramenti in questo ambito, in particolare al momento di prendere in consegna e di trasferire il rimpatriando.

Rinvio di donne incinte

Nel periodo in rassegna la Commissione ha monitorato il rinvio di due donne incinte, rispettivamente al settimo e all’ottavo mese. La Commissione giudica problematico sottoporre una gestante a rinvio coatto considerata la situazione di forte stress che ne deriva. Ritiene quindi che le autorità debbano rinunciare a rimpatriare donne che hanno superato la 28° settimana di gravidanza ritardando il loro rinvio fino a otto settimane dopo l’avvenuto parto.

Rinvio di famiglie con bambini

La Commissione esprime soddisfazione per non aver riscontrato, nel periodo in rassegna, alcun caso di bambini separati dai genitori per un collocamento extrafamiliare antecedente il rinvio. Ha invece rilevato cinque casi di rinvii scaglionati di famiglie con bambini – un modo di procedere giudicato inopportuno vista la separazione familiare che ne risulta. La Commissione invita le autorità competenti a prendere in considerazione misure più consone all’interesse superiore del bambino e all’unità familiare, in linea con le disposizioni internazionali.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 12.07.2018

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